Giorgio Conti (1928-2002) fonda la R.E.D. GRANITI nel
1965.
Alla sua figura è legato lo sviluppo, l’impulso e la supremazia
dapprima del comprensorio apuo-versiliese, poi dell’intero sistema italiano
arrivando a coinvolgere lo sviluppo complessivo del settore lapideo mondiale.
Fino alla metà degli anni sessanta, infatti, l’industria marmifera
apuana era ancora basata in misura preponderante, sulla estrazione e lavorazione
dei marmi prodotti nelle cave di Carrara e nelle zone limitrofe, ed il suo futuro
si presentava quanto mai incerto.
I consigli degli “esperti” si limitarono ad indicare la necessità di
recuperare i ritardi che si registravano nell’impiego delle tecnologie
più avanzate, tra cui l’uso dell’utensile diamantato che gli
imprenditori locali avevano accolto con troppa diffidenza, allo scopo di riconquistare,
attraverso un aumento della produttività, adeguati livelli di competitività nei
confronti delle industrie concorrenti. Erano indicazioni valide e tuttavia riduttive,
perché basate su una ipotesi di sviluppo “limitata” all’estrazione
e trasformazione dei prodotti locali (i famosi marmi bianchi di Carrara) integrate,
tutt’al più, dalle importazioni di marmi colorati provenienti dalle
altre aree marmifere italiane (soprattutto Trani, Trapani e Tivoli) e da altri
paesi (soprattutto Francia, Spagna e Portogallo). Tutto ciò non sarebbe
stato, però, sufficiente a conservare al distretto apuano la posizione
di preminenza mondiale che aveva conquistato e mantenuto per così lungo
tempo, se non fosse intervenuta, in concomitanza, una vera e propria rivoluzione
tecnico-produttiva rappresentata dallo sviluppo delle attività di lavorazione
dei graniti che trasformò il distretto apuano nell’ “emporio
mondiale dei marmi, delle pietre e dei graniti” determinando un salto qualitativo
di tutto il settore, un forte incremento di nuove attività e profonde
modificazioni negli assetti socio-economici di tutta l’area.